Maratonando
|
||
22 chilometri da lepre L'autore della cronaca cita nomi ai più (n.d.r. ...dell'APS e di molti tra gli amici che ci seguono) sconosciuti. Sono i podisti della comunità virtuale Dead Runners Italy (DRS) della quale Pagliotto è uno dei leader riconosciuti. Noi che siamo stati a Milano possiamo affermare senza paura di essere smentiti che le energie profuse dal Pagliotz in queste riunioni di... massoneria podistica sono tali da sfiancare il mulo più tosto. Così siamo riusciti a capire il perché degli inspiegabili flop del nostro Paolo sulla maratona... Non
dovevo neppure venirci, a Milano… Tutto
iniziò nel lontano mese di Luglio. Alberto
veniva in vacanza a Varazze, e finalmente
potevo conoscerlo di persona, dopo che grazie alla Linguaccia
l’avevo conosciuto solo al telefono. Durante
i nostri allenamenti sul lungomare abbiamo avuto la
brillante idea di fare la Maratona di Milano
insieme. Oddio, “insieme”… diciamo che io
ed Ivan, suo caro amico, ci saremmo divisi
il compito di seguirlo dalla partenza a metà
(Ivan) e dalla metà all’arrivo (io). Così
mi sono ritrovato il 27.11 sui di un treno
diretto a Milano, anziché festeggiare il compleanno
della moglie a cena in bel ristorante (ma avevo
rimediato il giorno prima…), in compagnia
dell’avanguardia dell’Athletic Project Savona
alla conquista, fotografica e non, della capitale del
lavoro e dell’iperattività. Iperattività
che evidentemente era finita la settimana scorsa. Arrivati
all’Expo rimaniamo sorpresi dal minimalismo
col quale è stato allestito l’Expo di
quest’anno: ritiro pettorali, ritiro chip, ritiro pacco
gara e passaggio nell’unico (UNICO!!) stand
della manifestazione, Diadora. C’è un altro
baraccone, ma non c’entra praticamente nulla con una Maratona.
La Citroen non la considero neppure. Cosa c’è da
vedere o da toccare? Ma a Milano si salvano sempre
con delle belle maglie. Soprattutto quella di Radio
Deejay. Stupenda, ma riservata ad una piccola schiera
di eletti… J A proposito. E’ stata rifatta una foto,
questa volta con i capelli al naturale, del CoverBoy
Zaghi, oltrechè suggellare la consegna del pesto
ligure di Santa Simona Martire da Campochiesa
d’Albenga al vincitore Compa. Il
casino del Pastarito è prassi abituale dei DeadRaduni.
Questa volta abbiamo allietato un simpatico cameriere,
filippino forse, che portava quello che gli capitava dalla
cucina, ma che immancabilmente non veniva mai fatto
tornare indietro. Forse la ditta Pastarito sta
pensando di pagarci la cena da un’altra parte, pur di
non avere la nostra presenza lì l’anno prossimo. Curioso
però vedere due milanesi (Giuda Valli ed il
Directeur Zando) ordinare due risotti alla
milanese al Pastarito… Ma la foto migliore,
per diversi motivi, è quella con il Margantonio ed
il Giuda Valli che tiene in mano il simbolo della DRS
J. Ma
a Firenze hanno fatto lo stesso? Uscendo telefonavo
a Geo, che però mi sembrava appena svegliato.
Forse che a Firenze siete tutti atleti modello??? La
mia notte è stata un inferno, grazie ai rumori
molesti che venivano da uno dei miei colleghi
di camera (lo devo dire: LUCIANO BRIGADOI!!!
Tutti devono sapere di quest’essere!!). E tiragli una ciabatta,
e tiragli un’altra cosa (che io credevo ciabatta, ma che
non si saprà mai davvero cosa sia stata), ma lui
imperterrito dopo poco riprendeva… Vabbè,
insomma è presto mattina. Qualche accidente e
via che si esce per l’appuntamento con gli altri.
Purtroppo rivedrò solo al 20°km, di passaggio, i
miei colleghi s’vønëési, in tempo per fare
loro la foto. Vedo quasi tutti gli altri, incluso MikeCordino,
appena appena in agitazione per l’esordio da Maratoneta
(e che esordio, poi!). Partenza, foto al gruppone fino
all’ultimo, e poi via verso il ristoro gestito dall’Atletica
Cinisello, presso il 20°km, proprio davanti al
banchetto di Patrizia Zaghi, vera “Anchor-Woman”
del rifornimento sali minerali. Bisognerebbe farle un
monumento per come incitava dal primo all’ultimo
podista. Riesco
a fotografare quasi tutti: Pistis, Margiotta,
Pera, Cova, Lady Pogliano, Pesce,
oltre al Bassa ed Enzi dell’Atletica
Varazze ed a Giusto del DLF SV. E qui
devo fare un appunto ed una scusa: l’appunto a Gas-Gas
Breccia. Ma cacchio, perché non hai detto che
c’eri? E’ passato uno a tutta birra e mi sembravi tu,
ma nell’incertezza ho preferito risparmiare le mie già
deboli batterie… La scusa a Wally, che mi è
sbucato davanti all’improvviso (ero senza occhiali…)
ed al quale non sono riuscito a scattare la foto. Potrai
mai perdonarmi? Peccato per quei dieci secondi. I commenti
tra me e Patrizia, dopo che ti sei allontanato,
erano improntati all’ottimismo più sfrenato. Il
tempo previsto per il passaggio di Alberto
& Ivan alla mezza (a pochi metri da lì)
era intorno all’ora e 50’/51’, quindi rimango
sorpreso e disorientato quando me li vedo
arrivare in 1h43’ (!) dallo sparo. Via, saluto Patrizia,
metto la tuta nello zaino e parto al loro inseguimento.
Ci metto più di 1km a raggiungerli, poco
prima del 22°km. Sono in un anticipo abissale
(ben più di 10’) dal tempo finale previsto,
e l’aspetto della faccia di Albe sembra
ancora promettente. Continuiamo così (5’00”/5’10”)
fino al 25°/26°, quando il suo polpaccio
inizia a fare le bizze. Cerco di distrarlo, gli
racconto le cose più assurde per cercare di tirarlo
(letteralmente) avanti, ma al 30°km insiste per
fare il ristoro al passo. Perdiamo una trentina di
secondi per poi ripartire, e quel km se ne va in 5’59”.
Sul salitone del cavalcavia ci supera pure un certo
Pasquale Di Molfetta, che vedendoci ci sprona a non
mollare (ma lo sapete che di persona ha una voce ancora più
bella??), e facciamo uno scambio di battute anche con lui.
Da allora ci fermeremo ancora due volte per una ventina di
secondi l’una. Ma arriva il ristoro abusivo “Pierobon
& Friends”, che è il momento migliore di
tutto il week-end. Un muro umano di incitamenti
tutto per noi!!! Peccato che duri così poco… Grazie
ancora, ragazzi. Riesce a far andare avanti anche un mulo.
E
così noi ci continuiamo a barcamenare tra un lamento e
l’altro, gente che si aggrega, molla, e ci ri-raggiunge.
“Ho
una crisi della madonna!” dice uno. “La
crisi non esiste! La crisi del 30°km è un’invenzione
del governo!” ribatto io. “Combatti!” Dopo
100mt un’altra voce si leva ”Ahhh, un crampo! Mi
devo fermare” Io:
“Nooo! E’ solo un decreto legge! Vedrai che non
viene confermato. Resta con noi!” Altri
500mt, altro attacco ad un nostro vicino: “Ahhh, mi
devo fermare a cagare!”. Io:
“Acc… Un franco tiratore! Vabbè, puoi ripresentare
la proposta e raggiungerci tra poco…” Poi
ci si ri-affianca quello del crampo: “Eccomi, ho
presentato ricorso alla Cassazione e sono riuscito a
recuperare…” Bello
quello che la fatica riesce a farti pensare J… Quei km
ci sono volati, correndo anche con uno che ha fatto 6 (SEI!)
volte la Monza-Resegone, ma era all’esordio
(!) in una Maratona. L’arrivo
è un’apoteosi. Sentiamo da lontano le urla
dello speaker e vedo le guglie del Duomo.
Via Garibaldi è una passerella trionfale,
sembra che ad Alberto perfino non gli faccia più
male il polpaccio. Conto i metri 500, 250
(qui si unisce al trionfo anche la mirabolante Pattafiore),
100, 50, 25, ARRIVO!!! Crono
personale 3h40’43”. E da uno che aveva 3h57’
ed era partito per fare 3h45’ è tutto dire J. Lo
intervista pure uno della Gazzetta per inserire un
articolo su di lui nell’inserto di mercoledì prossimo.
A pochi metri incontriamo anche Brillo, Valli
e “Maggiolini Arch. Ivan”. Lo
accompagno a ritirare la medaglia (ovviamente io la
rifiuto, essendo partito al 20°km, ma tanto non ho perso
nulla…), e poi lo lascio mentre era in coda per un
massaggio, in compagnia di Ivan, l’altra guida.
Cacchio, devo liberare la camera entro le 15.00, e
devo scappare! Saluto anche Piero Gala e Margantonio
e mi allontano. Riesco
persino a prendere il treno al volo un’ora ed un
quarto prima del previsto! Peccato che sia un Intercity
e non abbia il supplemento, e tanto meno obliterato il
biglietto… Allegri!
Pagliotz. PS: per la cronaca e per chi non lo sapesse, Alberto Ceriani è cieco (dire “non vedente” mi sembra sbagliato).
|