Maratonando


 

 

La Milano City Marathon di Pagliotz
13/12/2004

   

22 chilometri da lepre

 

L'autore della cronaca cita nomi ai più (n.d.r. ...dell'APS e di molti tra gli amici che ci seguono) sconosciuti. Sono i podisti della comunità virtuale Dead Runners Italy (DRS) della quale Pagliotto è uno dei leader riconosciuti. Noi che siamo stati a Milano possiamo affermare senza paura di essere smentiti che le energie profuse dal Pagliotz in queste riunioni di... massoneria podistica sono tali da sfiancare il mulo più tosto. Così siamo riusciti a capire il perché degli inspiegabili flop del nostro Paolo sulla maratona...

Non dovevo neppure venirci, a Milano

Tutto iniziò nel lontano mese di Luglio. Alberto veniva in vacanza a Varazze, e finalmente potevo conoscerlo di persona, dopo che grazie alla Linguaccia l’avevo conosciuto solo al telefono.

Durante i nostri allenamenti sul lungomare abbiamo avuto la brillante idea di fare la Maratona di Milano insieme. Oddio, “insieme”… diciamo che io ed Ivan, suo caro amico, ci saremmo divisi il compito di seguirlo dalla partenza a metà (Ivan) e dalla metà all’arrivo (io). Così mi sono ritrovato il 27.11 sui di un treno diretto a Milano, anziché festeggiare il compleanno della moglie a cena in bel ristorante (ma avevo rimediato il giorno prima…), in compagnia dell’avanguardia dell’Athletic Project Savona alla conquista, fotografica e non, della capitale del lavoro e dell’iperattività.

Iperattività che evidentemente era finita la settimana scorsa. Arrivati all’Expo rimaniamo sorpresi dal minimalismo col quale è stato allestito l’Expo di quest’anno: ritiro pettorali, ritiro chip, ritiro pacco gara e passaggio nell’unico (UNICO!!) stand della manifestazione, Diadora. C’è un altro baraccone, ma non c’entra praticamente nulla con una Maratona. La Citroen non la considero neppure. Cosa c’è da vedere o da toccare? Ma a Milano si salvano sempre con delle belle maglie. Soprattutto quella di Radio Deejay. Stupenda, ma riservata ad una piccola schiera di eletti… J A proposito. E’ stata rifatta una foto, questa volta con i capelli al naturale, del CoverBoy Zaghi, oltrechè suggellare la consegna del pesto ligure di Santa Simona Martire da Campochiesa d’Albenga al vincitore Compa.

 

Il casino del Pastarito è prassi abituale dei DeadRaduni. Questa volta abbiamo allietato un simpatico cameriere, filippino forse, che portava quello che gli capitava dalla cucina, ma che immancabilmente non veniva mai fatto tornare indietro. Forse la ditta Pastarito sta pensando di pagarci la cena da un’altra parte, pur di non avere la nostra presenza lì l’anno prossimo. Curioso però vedere due milanesi (Giuda Valli ed il Directeur Zando) ordinare due risotti alla milanese al Pastarito… Ma la foto migliore, per diversi motivi, è quella con il Margantonio ed il Giuda Valli che tiene in mano il simbolo della DRS J.

Ma a Firenze hanno fatto lo stesso? Uscendo telefonavo a Geo, che però mi sembrava appena svegliato. Forse che a Firenze siete tutti atleti modello???

 

La mia notte è stata un inferno, grazie ai rumori molesti che venivano da uno dei miei colleghi di camera (lo devo dire: LUCIANO BRIGADOI!!! Tutti devono sapere di quest’essere!!). E tiragli una ciabatta, e tiragli un’altra cosa (che io credevo ciabatta, ma che non si saprà mai davvero cosa sia stata), ma lui imperterrito dopo poco riprendeva…

Vabbè, insomma è presto mattina. Qualche accidente e via che si esce per l’appuntamento con gli altri. Purtroppo rivedrò solo al 20°km, di passaggio, i miei colleghi s’vønëési, in tempo per fare loro la foto. Vedo quasi tutti gli altri, incluso MikeCordino, appena appena in agitazione per l’esordio da Maratoneta (e che esordio, poi!). Partenza, foto al gruppone fino all’ultimo, e poi via verso il ristoro gestito dall’Atletica Cinisello, presso il 20°km, proprio davanti al banchetto di Patrizia Zaghi, vera “Anchor-Woman” del rifornimento sali minerali. Bisognerebbe farle un monumento per come incitava dal primo all’ultimo podista.

Riesco a fotografare quasi tutti: Pistis, Margiotta, Pera, Cova, Lady Pogliano, Pesce, oltre al Bassa ed Enzi dell’Atletica Varazze ed a Giusto del DLF SV. E qui devo fare un appunto ed una scusa: l’appunto a Gas-Gas Breccia. Ma cacchio, perché non hai detto che c’eri? E’ passato uno a tutta birra e mi sembravi tu, ma nell’incertezza ho preferito risparmiare le mie già deboli batterie… La scusa a Wally, che mi è sbucato davanti all’improvviso (ero senza occhiali…) ed al quale non sono riuscito a scattare la foto. Potrai mai perdonarmi? Peccato per quei dieci secondi. I commenti tra me e Patrizia, dopo che ti sei allontanato, erano improntati all’ottimismo più sfrenato.

 

Il tempo previsto per il passaggio di Alberto & Ivan alla mezza (a pochi metri da lì) era intorno all’ora e 50’/51’, quindi rimango sorpreso e disorientato quando me li vedo arrivare in 1h43’ (!) dallo sparo. Via, saluto Patrizia, metto la tuta nello zaino e parto al loro inseguimento. Ci metto più di 1km a raggiungerli, poco prima del 22°km. Sono in un anticipo abissale (ben più di 10’) dal tempo finale previsto, e l’aspetto della faccia di Albe sembra ancora promettente. Continuiamo così (5’00”/5’10”) fino al 25°/26°, quando il suo polpaccio inizia a fare le bizze. Cerco di distrarlo, gli racconto le cose più assurde per cercare di tirarlo (letteralmente) avanti, ma al 30°km insiste per fare il ristoro al passo. Perdiamo una trentina di secondi per poi ripartire, e quel km se ne va in 5’59”. Sul salitone del cavalcavia ci supera pure un certo Pasquale Di Molfetta, che vedendoci ci sprona a non mollare (ma lo sapete che di persona ha una voce ancora più bella??), e facciamo uno scambio di battute anche con lui. Da allora ci fermeremo ancora due volte per una ventina di secondi l’una. Ma arriva il ristoro abusivoPierobon & Friends”, che è il momento migliore di tutto il week-end. Un muro umano di incitamenti tutto per noi!!! Peccato che duri così poco… Grazie ancora, ragazzi. Riesce a far andare avanti anche un mulo.

E così noi ci continuiamo a barcamenare tra un lamento e l’altro, gente che si aggrega, molla, e ci ri-raggiunge.

Ho una crisi della madonna!” dice uno.

La crisi non esiste! La crisi del 30°km è un’invenzione del governo!” ribatto io. “Combatti!

Dopo 100mt un’altra voce si leva ”Ahhh, un crampo! Mi devo fermare

Io: “Nooo! E’ solo un decreto legge! Vedrai che non viene confermato. Resta con noi!

Altri 500mt, altro attacco ad un nostro vicino: “Ahhh, mi devo fermare a cagare!”.

Io: “Acc… Un franco tiratore! Vabbè, puoi ripresentare la proposta e raggiungerci tra poco…

Poi ci si ri-affianca quello del crampo: “Eccomi, ho presentato ricorso alla Cassazione e sono riuscito a recuperare…

Bello quello che la fatica riesce a farti pensare J… Quei km ci sono volati, correndo anche con uno che ha fatto 6 (SEI!) volte la Monza-Resegone, ma era all’esordio (!) in una Maratona.

 

L’arrivo è un’apoteosi. Sentiamo da lontano le urla dello speaker e vedo le guglie del Duomo. Via Garibaldi è una passerella trionfale, sembra che ad Alberto perfino non gli faccia più male il polpaccio. Conto i metri 500, 250 (qui si unisce al trionfo anche la mirabolante Pattafiore), 100, 50, 25, ARRIVO!!! Crono personale 3h40’43”. E da uno che aveva 3h57’ ed era partito per fare 3h45’ è tutto dire J. Lo intervista pure uno della Gazzetta per inserire un articolo su di lui nell’inserto di mercoledì prossimo. A pochi metri incontriamo anche Brillo, Valli e “Maggiolini Arch. Ivan”.

 

Lo accompagno a ritirare la medaglia (ovviamente io la rifiuto, essendo partito al 20°km, ma tanto non ho perso nulla…), e poi lo lascio mentre era in coda per un massaggio, in compagnia di Ivan, l’altra guida. Cacchio, devo liberare la camera entro le 15.00, e devo scappare! Saluto anche Piero Gala e Margantonio e mi allontano.

Riesco persino a prendere il treno al volo un’ora ed un quarto prima del previsto! Peccato che sia un Intercity e non abbia il supplemento, e tanto meno obliterato il biglietto…

 

Allegri! Pagliotz.

 

PS: per la cronaca e per chi non lo sapesse, Alberto Ceriani è cieco (dire “non vedente” mi sembra sbagliato).