Maratonando


 

 

La Venice Marathon di Pagliotz
04/10/2004

   

Tanto bravo nelle brevi e tanto fava nelle lunghe!

 

Sto pensando in ogni caso di abbandonare definitivamente ogni velleità di qualunque tipo per quanto riguarda le Maratone. Non sono geneticamente predisposto a tal senso. Tanto che un mio amico toscano del G.P. La Galla mi definisce “tanto bravo nelle brevi e tanto fava nelle lunghe!

Il primo campanello d’allarme suona ancora prima di arrivare a Stra. Siamo tutti pigiati sul bus e sembriamo un pullman di pendolari che va al lavoro. Io penso “Ma pensa te se devo fare una cosa tanto lunga che devono per forza portarci in bus alla partenza. E ci si mette anche un casino di tempo!”. Alla partenza incontro parecchi DRS che sdrammatizzando riescono per ben 1’37” a farmi dimenticare che avrei dovuto fare 42km e fischia. Addirittura riesco a chinarmi in mezzo alla bolgia, a tirare fuori il pistolone ed a espellere quello che avrei dovuto espellere in precedenza senza successo. La strada è a dorso di mulo, e lascio una scia laterale che, come Mosè con il Mar Rosso, apre letteralmente in due il gruppo alla mia destra.

Ma si parte. Si parte ed io parto (e ti volevo vedere, ormai avevo dato la borsa ai camion. Dovevo arrivare in Riva degli Schiavoni per riprenderla!), ed il ritmo lo credo sopportabile intorno ai 4’35”/4’25”.  

Ma la crisi arriva. Arriva al 4°km con i primi pensieri negativi. Ma dove cacchio sono? Cosa ci faccio io qui? Ma soprattutto perché mi lascio sempre trascinare in queste imprese del belino? Ma la testa regge ed al 12°km si passa a Mira. Peccato che a Mira ci sia il mio albergo. Penso che da ora in poi non ci sarà più un altro punto più comodo per fermarsi. Vacillo e faccio un (UNO) passo al passo, ma gli urli di un amico mi danno letteralmente da iniezione di fiducia. Mi fa pensare che se ce la fanno tanti altri che sono cadaveri peggio di me, allora perché non dovrei farcela io? E vado, vado, vado volando ai circa 4’20”/4’15” fino al 20°km. Poi mollo leggermente, quel mio amico mi riprende (lui sta facendo “solo” un allenamento), ed al 21°/22°km crollo letteralmente. Passo la mezza in circa 1h35’, ma ormai questo è il momento del mio ritiro non ufficiale, ed inizio a camminare. Arriverò a Venezia, ma ormai è finita.

Alterno passo e corsa senza fare comunque mai km interi di passo. Il più lento sarà un 7’50”. Arrivo al 39°km completamente sfatto di testa, ma i pontiI ponti non si possono camminare. I ponti sono LA Maratona di Venezia. Li corro tutti e 12, ballonzolando allegramente sulle assi poste a protezione dei gradini, e superando probabilmente una duecentina di persone in quei 3km da favola, riprendendo un certo ritmo che poi sarà di 17’ per quegli ultimi 3,195 km.

La medaglia di quest’anno fa un po’ cagare, ma ormai la frittata è fatta. Recupero la borsa, chiamo a casa per dire che non sono morto e non sono neppure in ospedale (che bello avere una famiglia che ti incoraggia…), e cerco di recuperare al più presto un battello per tornare in albergo a docciarmi e sdraiarmi sul letto per almeno 5’. Ma che bella Venezia vista da spaparanzato sulla coda del vaporetto, a parte quel consueto odore di gasolio di scarico che ammorba tutta la laguna. Consumo il mio abituale 1,5 litro di Coca Cola sul bus che mi riporta a Mira, e penso a come cacchio ho fatto a fare ancora una volta 42,195 km tutti di fila.

 

Per la cronaca, mercoledì 27/10, tre giorni dopo VE, ho fatto un 5x3000 in 4’20”/4’10”/4’00”/3’50”/3’40” (senza pause, ovviamente). E stavo benissimo di gambe. Che dite, rinuncio alle Maratone e basta? O tento ancora Montecarlo alla quale mi sono stupidamente iscritto ai primi di Settembre?

 

Pagliotz