Maratonando
|
||
Tanto bravo nelle brevi e tanto fava nelle lunghe! Sto
pensando in ogni caso di abbandonare
definitivamente ogni velleità di qualunque tipo
per quanto riguarda le Maratone. Non sono
geneticamente predisposto a tal senso. Tanto che un mio
amico toscano del G.P. La Galla mi definisce “tanto
bravo nelle brevi e tanto fava nelle lunghe!” Il
primo campanello d’allarme suona ancora prima di
arrivare a Stra. Siamo tutti pigiati sul bus e sembriamo
un pullman di pendolari che va al lavoro. Io
penso “Ma pensa te se devo fare una cosa tanto lunga
che devono per forza portarci in bus alla partenza. E ci
si mette anche un casino di tempo!”. Alla partenza
incontro parecchi DRS che sdrammatizzando riescono
per ben 1’37” a farmi dimenticare che avrei
dovuto fare 42km e fischia. Addirittura riesco a chinarmi
in mezzo alla bolgia, a tirare fuori il pistolone
ed a espellere quello che avrei dovuto espellere in
precedenza senza successo. La strada è a dorso
di mulo, e lascio una scia laterale che, come Mosè
con il Mar Rosso, apre letteralmente in
due il gruppo alla mia destra. Ma
si parte. Si parte ed io parto (e ti volevo
vedere, ormai avevo dato la borsa ai camion. Dovevo
arrivare in Riva degli Schiavoni per riprenderla!),
ed il ritmo lo credo sopportabile intorno ai
4’35”/4’25”. Ma
la crisi arriva. Arriva al 4°km con i primi
pensieri negativi. Ma dove cacchio sono? Cosa
ci faccio io qui? Ma soprattutto perché mi lascio sempre
trascinare in queste imprese del belino? Ma la testa
regge ed al 12°km si passa a Mira.
Peccato che a Mira ci sia il mio albergo.
Penso che da ora in poi non ci sarà più un altro punto
più comodo per fermarsi. Vacillo e faccio un (UNO)
passo al passo, ma gli urli di un amico mi
danno letteralmente da iniezione di fiducia. Mi fa
pensare che se ce la fanno tanti altri che sono cadaveri
peggio di me, allora perché non dovrei farcela io? E
vado, vado, vado volando ai circa 4’20”/4’15”
fino al 20°km. Poi mollo leggermente, quel
mio amico mi riprende (lui sta facendo “solo”
un allenamento), ed al 21°/22°km crollo
letteralmente. Passo la mezza in circa 1h35’,
ma ormai questo è il momento del mio
ritiro non ufficiale, ed inizio a camminare.
Arriverò a Venezia, ma ormai è finita. Alterno
passo e corsa senza fare comunque mai km interi di
passo. Il più lento sarà un 7’50”.
Arrivo al 39°km completamente sfatto di testa,
ma i ponti… I ponti non si possono camminare.
I ponti sono LA Maratona di Venezia. Li corro tutti
e 12, ballonzolando allegramente sulle assi poste a
protezione dei gradini, e superando probabilmente una
duecentina di persone in quei 3km da favola,
riprendendo un certo ritmo che poi sarà di 17’
per quegli ultimi 3,195 km. La
medaglia di quest’anno fa un po’ cagare,
ma ormai la frittata è fatta. Recupero la borsa,
chiamo a casa per dire che non sono morto
e non sono neppure in ospedale (che bello avere una
famiglia che ti incoraggia…), e cerco di recuperare al
più presto un battello per tornare in albergo
a docciarmi e sdraiarmi sul letto per
almeno 5’. Ma che bella Venezia vista da
spaparanzato sulla coda del vaporetto, a parte quel
consueto odore di gasolio di scarico che ammorba
tutta la laguna. Consumo il mio abituale 1,5
litro di Coca Cola sul bus che mi riporta a Mira,
e penso a come cacchio ho fatto a fare ancora una volta
42,195 km tutti di fila. Per
la cronaca, mercoledì 27/10, tre giorni dopo VE,
ho fatto un 5x3000 in 4’20”/4’10”/4’00”/3’50”/3’40”
(senza pause, ovviamente). E stavo benissimo di gambe.
Che dite, rinuncio alle Maratone e basta? O tento
ancora Montecarlo alla quale mi sono stupidamente
iscritto ai primi di Settembre? Pagliotz
|