Maratonando


 

 

La Berlin Marathon di Pagliotz
04/10/2004

   

Laufen machts frei! 

 

L’oggetto non c’entra un belino con quello che scrivo, ma mi piaceva dirlo…

 

La mia trasferta berlinese si è consumata tra una pioggerellina e l'altra. Fortunatamente mai acquazzoni, ma un freddo cane!!! Infatti basti solo dire che, durante la mia sgambata defaticante del martedì mattina seguente, avevo solo una maglietta leggerissima e morivo dal caldo, sotto il sole della passeggiata di Ceriale. Domenica mattina ero con maglia tecnica Nike a maniche lunghe + canotta sociale e prima della partenza battevo i denti!

 

Cosa mi rimane di tutto questo lungo week-end?

1) La facilità con la quale riesco a far arrabbiare Santa Simona Martire. Ero arrivato in aeroporto a Milano per partire, e le telefono per dirle che avrei staccato il telefono fino a Berlino. Le dico “Sto per imbarcarmi”. Lei: “Dove?”: Io (con la massima naturalezza possibile, stile Ale & Franz sulla panchina): “Sul traghetto! Ora mettono la passerella come a Venezia e poi risaliamo i fiumi fino a Berlino!”. Lei: “Ma no! Intendo dire se sei in aeroporto o dov’altro!”. Chissà perché s’è incazzata ed ha cominciato ad agitarsi…;

2) Tutte quelle persone che parlavano tedesco! J Sembra una cavolata ma, per me che lavoro in albergo, abituato a sentire/vedere pochi tedeschi alla volta, mi ha fatto impressione tutto questo parlare in krukko;

3) L’imponenza, carica di storicità, di certi monumenti tipo la Porta di Brandeburgo, e tutto quello che ricorda la divisione delle due Berlino trovato nel Museo del Muro presso il Checkpoint Charlie. Soprattutto i mezzi che studiavano per scappare all’Ovest (una ragazza rinchiusa nei gusci di due tavole da surf!!!). Ma soprattutto la sfiga (chiamiamola così) di quelli morti ancora nel tentativo di fuggire nei primi mesi del 1989, a pochissimo tempo dall’abbattimento del Muro;

4) L’albergo dove ho alloggiato (Inn Side Berlin), bellissimo, moderno e con camere comodissime. Prezzo non basso, ma neanche a livelli stratosferici (€ 127 al giorno in doppia), adeguato comunque alla qualità del servizio;

5) I pasti. Non credevo di mangiare così bene in entrambi i casi (italiano e turco) e di spendere nel contempo abbastanza poco (in quello italiano avevamo prenotato per 20 persone. Ci siamo presentati in 48. Peccato che non abbiano tenuto i posti manco per i 20…). Anche se i caffè espressi siamo riusciti a pagarli € 1,70 in un bar della Friederichstrasse;

6) La foto, fatta col cellulare, di treterroni” (siamo tutti i terroni di qualcun altro) italiani in una via di Berlino a due ore dalla partenza del mio volo, che ora campeggia come beato sfondo del mio telefonino J.

 

Devo parlare pure della gara? Non posso però promuoverla a pieni voti. L’organizzazione tedesca ha perso molti punti solo per il fatto di aver finito le maglie della manifestazione già al mattino del sabato. Non maglie qualsiasi, ma quelle che da casa si era ordinato (e pagato) via internet al momento dell’iscrizione!!! Ma capite? Hanno prodotto meno maglie di quelle che erano state loro ordinato! Meno male che almeno restituivano i soldi.

 

La fiera mi è sembrata una brutta copia di quella di una qualunque altra Maratona internazionale. C’erano tanti espositori, ma molti avevano solo rumenta e non tutti erano negozi specializzati nel settore.

 

La corsa in sé è comunque una bella gara veloce, con poche, brevi e non impegnative salitelle. Peccato che il percorso sembri identico a quello di Milano: stradoni lunghi, dritti in mezzo alla città. La differenza (comunque fondamentale) sta nel pubblico presente (immenso, ma non come NY) e nel numero dei partecipanti (spacciato per 29.000). Fantastiche le musiche ogni poche centinaia di metri, suonate dai più diversi artisti, di strada e non. Menzione particolare per le percussioni (tamburi, bonghi etc.) verso il 30°km e le coreografie brasiliane delle giovani (e gnocche) ballerine ai lati della strada. Un vero attentato per la volontà dei podisti di proseguire (al 30°km poi...).

Ottimo aver messo dei controlli chip ogni 5km . Favolosa la paginona del Berliner Morgenpost del giorno dopo con i nomi di tutti (TUTTI!) gli iscritticammuffati” nella pubblicità dell’Adidas. Bellissima l’“annaffiatura” collettiva sui prati del Reichstag pre-Gara. L’arrivo a poche centinaia di metri dalla Porta di Brandeburgo vale tutta la fatica fatta in precedenza.

Vi dico solo che un mio amico della società "la Galla" (www.lagalla.it) ha fatto pressappoco come me a NY dell'anno scorso, ma in meglio: 180 foto in corsa dei vari punti del percorso ed oltre (in media una ogni 250 metri di percorso!).

 

Per quanto mi riguarda posso solo dire di aver avuto coraggio. Quello di fare una Maratona dopo aver fatto solo un lungo di 25km, tre settimane prima…

Infatti quando c’è stato il crollo verticale? Al 25°km! Partito su di un ritmo accettabile (4’30”/4’20”), verso il 13°km sento un inizio di indolenzimento muscolare che avevo già sentito. Erano le prime avvisaglie delle conseguenze di un ritmo troppo lento, tenuto troppo a lungo. Infatti che faccio? aumento l’andatura a 4’10”/4’20” ed il fastidio finisce! Ma sapevo già a cosa andavo incontro, fino a quel momento cercavo solo di mettere fieno in cascina per i momenti di crisi.

Tra il 23° ed il 25° infatti ho sentito un lento affievolimento della forza muscolare, constatato anche dall’andatura rallentata. Al 25°kmho fatto ‘er botto”, andando in crisi e facendo la parte tra il 25° ed il 30° con molti lunghi tratti al passo, ed anche il morale era rasoterra. Al contrario, tra il 30° e l’arrivo sono riuscito a far sì che i tratti camminati fossero di molto inferiori a quelli corsi, come si vede dai miei parziali:

 

5 km: 0:22:24

10 km: 0:44:42 / 0:22:18

15 km: 1:06:56 / 0:22:14

20 km: 1:28:23 / 0:21:27

25 km: 1:54:04 / 0:25:42

30 km: 2:31:09 / 0:37:06

35 km: 3:01:41 / 0:30:32

40 km: 3:35:50 / 0:34:09

Zeit pro km / Time per km: 05:27

Geschwindigkeit / Speed: 11.01 km/h

Nettozeit / chiptotal: 3:49:59

Bruttozeit / clocktotal: 3:50:18

Halb 1 / First half: 1:33:15

Halb 2 / Second half: 2:16:43

 

Di buono c’è che al pomeriggio scendevo e salivo le scale senza il minimo dolore. Solo un po’ di abituale indolenzimento quando ci si sedeva per un po’, come dopo aver fatto una mezza Maratona ed aver guidato fino a casa senza scendere dall’auto a fare pipì.

Il Martedì sono uscito a correre sul lungomare (con una temperatura tutt’altro che autunnale, almeno 15° di differenza positiva!!!) e mi sembrava di non avere neanche corso, tanto che ero fresco!

 

Ma tanto era un lungo per Venezia, che sarà un lungo per Montecarlo

 

Pagliotz.