Maratonando
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Laufen machts frei! L’oggetto
non c’entra un belino con quello che scrivo, ma mi
piaceva dirlo… La
mia trasferta berlinese si è consumata tra una pioggerellina
e l'altra. Fortunatamente mai acquazzoni, ma un freddo
cane!!! Infatti basti solo dire che, durante
la mia sgambata defaticante del martedì mattina
seguente, avevo solo una maglietta leggerissima
e morivo dal caldo, sotto il sole della
passeggiata di Ceriale. Domenica mattina ero
con maglia tecnica Nike a maniche lunghe +
canotta sociale e prima della partenza battevo i
denti! Cosa
mi rimane di tutto questo lungo week-end? 1)
La facilità con la quale riesco a far
arrabbiare Santa Simona Martire. Ero arrivato
in aeroporto a Milano per partire, e le telefono
per dirle che avrei staccato il telefono fino a Berlino.
Le dico “Sto per imbarcarmi”. Lei: “Dove?”:
Io (con la massima naturalezza possibile, stile Ale
& Franz sulla panchina): “Sul traghetto! Ora
mettono la passerella come a Venezia e poi risaliamo i
fiumi fino a Berlino!”. Lei: “Ma no! Intendo
dire se sei in aeroporto o dov’altro!”. Chissà
perché s’è incazzata ed ha cominciato ad
agitarsi…; 2)
Tutte quelle persone che parlavano tedesco!
J Sembra una cavolata ma, per me che lavoro
in albergo, abituato a sentire/vedere pochi
tedeschi alla volta, mi ha fatto impressione tutto
questo parlare in krukko; 3)
L’imponenza, carica di storicità, di certi monumenti
tipo la Porta di Brandeburgo, e tutto quello che
ricorda la divisione delle due Berlino trovato nel Museo
del Muro presso il Checkpoint Charlie.
Soprattutto i mezzi che studiavano per scappare
all’Ovest (una ragazza rinchiusa nei gusci
di due tavole da surf!!!). Ma soprattutto la sfiga
(chiamiamola così) di quelli morti ancora nel tentativo
di fuggire nei primi mesi del 1989, a
pochissimo tempo dall’abbattimento del Muro; 4)
L’albergo dove ho alloggiato (Inn Side Berlin),
bellissimo, moderno e con camere comodissime. Prezzo
non basso, ma neanche a livelli stratosferici (€
127 al giorno in doppia), adeguato
comunque alla qualità del servizio; 5)
I pasti. Non credevo di mangiare così bene
in entrambi i casi (italiano e turco) e di spendere
nel contempo abbastanza poco (in quello italiano
avevamo prenotato per 20 persone. Ci siamo presentati
in 48. Peccato che non abbiano tenuto i posti
manco per i 20…). Anche se i caffè espressi
siamo riusciti a pagarli € 1,70 in un bar
della Friederichstrasse; 6)
La foto, fatta col cellulare, di tre “terroni”
(siamo tutti i terroni di qualcun altro) italiani in una
via di Berlino a due ore dalla partenza del mio
volo, che ora campeggia come beato sfondo
del mio telefonino J. Devo
parlare pure della gara? Non posso
però promuoverla a pieni voti. L’organizzazione
tedesca ha perso molti punti solo per il fatto
di aver finito le maglie della manifestazione già
al mattino del sabato. Non maglie qualsiasi, ma quelle
che da casa si era ordinato (e pagato) via
internet al momento dell’iscrizione!!! Ma capite? Hanno prodotto
meno maglie di quelle che erano state loro ordinato!
Meno male che almeno restituivano i soldi. La
fiera mi è sembrata una brutta copia di
quella di una qualunque altra Maratona internazionale.
C’erano tanti espositori, ma molti avevano solo rumenta
e non tutti erano negozi specializzati nel settore. La
corsa in sé è comunque una bella gara veloce,
con poche, brevi e non impegnative salitelle.
Peccato che il percorso sembri identico a
quello di Milano: stradoni lunghi, dritti in mezzo
alla città. La differenza (comunque fondamentale)
sta nel pubblico presente (immenso, ma non
come NY) e nel numero dei partecipanti
(spacciato per 29.000). Fantastiche le musiche
ogni poche centinaia di metri, suonate dai più diversi
artisti, di strada e non. Menzione particolare
per le percussioni (tamburi, bonghi etc.) verso il 30°km
e le coreografie brasiliane delle giovani (e
gnocche) ballerine ai lati della strada. Un
vero attentato per la volontà dei podisti
di proseguire (al 30°km poi...). Ottimo
aver messo dei controlli chip ogni 5km .
Favolosa la paginona del Berliner
Morgenpost del giorno dopo con i nomi di
tutti (TUTTI!) gli iscritti “cammuffati”
nella pubblicità dell’Adidas. Bellissima
l’“annaffiatura” collettiva sui prati
del Reichstag pre-Gara. L’arrivo
a poche centinaia di metri dalla Porta di Brandeburgo
vale tutta la fatica fatta in precedenza. Vi
dico solo che un mio amico della società
"la Galla" (www.lagalla.it)
ha fatto pressappoco come me a NY dell'anno scorso,
ma in meglio: 180 foto in corsa dei vari punti del
percorso ed oltre (in media una ogni 250 metri
di percorso!). Per
quanto mi riguarda posso solo dire di aver avuto
coraggio. Quello di fare una Maratona dopo
aver fatto solo un lungo di 25km, tre settimane
prima… Infatti
quando c’è stato il crollo verticale? Al 25°km!
Partito su di un ritmo accettabile (4’30”/4’20”),
verso il 13°km sento un inizio di
indolenzimento muscolare che avevo già sentito. Erano
le prime avvisaglie delle conseguenze di un
ritmo troppo lento, tenuto troppo a lungo.
Infatti che faccio? aumento l’andatura a 4’10”/4’20”
ed il fastidio finisce! Ma sapevo già a
cosa andavo incontro, fino a quel momento cercavo solo di mettere
fieno in cascina per i momenti di crisi. Tra
il 23° ed il 25° infatti ho sentito un lento
affievolimento della forza muscolare,
constatato anche dall’andatura rallentata. Al 25°km
“ho fatto ‘er botto”, andando in crisi
e facendo la parte tra il 25° ed il 30° con molti
lunghi tratti al passo, ed anche il morale
era rasoterra. Al contrario, tra il 30° e
l’arrivo sono riuscito a far sì che i tratti
camminati fossero di molto inferiori a quelli corsi,
come si vede dai miei parziali: 5
km: 0:22:24 10
km: 0:44:42 / 0:22:18 15
km: 1:06:56 / 0:22:14 20
km: 1:28:23 / 0:21:27 25
km: 1:54:04 / 0:25:42 30
km: 2:31:09 / 0:37:06 35
km: 3:01:41 / 0:30:32 40
km: 3:35:50 / 0:34:09 Zeit
pro km / Time per km: 05:27 Geschwindigkeit
/ Speed: 11.01 km/h Nettozeit
/ chiptotal: 3:49:59 Bruttozeit
/ clocktotal: 3:50:18 Halb
1 / First half: 1:33:15 Halb
2 / Second half: 2:16:43 Di
buono c’è che al pomeriggio scendevo e
salivo le scale senza il minimo dolore. Solo
un po’ di abituale indolenzimento quando ci si
sedeva per un po’, come dopo aver fatto una mezza
Maratona ed aver guidato fino a casa senza
scendere dall’auto a fare pipì. Il
Martedì sono uscito a correre sul lungomare
(con una temperatura tutt’altro che autunnale,
almeno 15° di differenza positiva!!!) e mi sembrava
di non avere neanche corso, tanto che ero fresco! Ma
tanto era un lungo per Venezia, che sarà un lungo
per Montecarlo… Pagliotz.
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