Cronache
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TO - MC (il Principe ed io) 17 gennaio 2005: Ce ne eravamo proprio dimenticati... il Natale... il Capodanno... la Befana... santificate le Feste siamo tornati a pieno regime con il sito quando... leggiucchiando tra le righe di un quotidiano a vostra scelta incrociamo una colonna di colore che ci avverte che stiamo già per catalpultarci nel lungo periodo carnevalesco... Carnevale, accidenti é già... Carnevale?... Pagliotz, la malora! Non sappiamo per quale strana assonanza ci è balzato in mente il nostro atleta e con lui il ricordo della cronaca pervenutaci dallo stesso quasi un mese fa! Che fare se non pubblicarla ugualmente... tanto è Carnevale... o no? E allora cuccatevi 'sto scherzo letterario! Non Macerata (con tutto il rispetto), ma Montecarlo. L’accostamento mi è venuto in mente ieri mattina mentre mi cambiavo alle 09.30 vicino alla piscina di Monaco, con un sole che sfogava tutto il suo gioioso esercito di raggi solari sulla pelle di noi podisti a petto nudo. Ma perché non trarre giovamento dal progresso tecnologico? Ma si, dai. Facciamoci una foto col cellulare mentre siamo in tenuta adamitica, con lo sfondo dei palazzi monegaschi ed anche una porzione di cielo azzurro cobalto, ed inviamola a qualche nostra conoscenza torinese che, poverino, sta correndo la maratonina di Torino “fino al 10°km con il freddo addosso fin nel buco del c**o” (frase dettami al telefono ormai sulla via del ritorno a casa), per riscaldargli un po’ l’anima… :-) E, mentre io ed il Bassa facciamo riscaldamento, chi ti troviamo aggirarsi con fare circospetto nei pressi della partenza, circondato da fotografi come se piovesse? Ma si che è lui. L’Alberto! Ma sì, il fratello di Carolina! Dai, ha anche un’altra sorella di nome Stephanie! Allora, ti devo dire pure che il padre si chiama Ranieri? Non so voi magari più giramondo di me, ma a me non è mai capitato di essere alla partenza di una gara con un principe. Gli hanno dato il numero (ovviamente) 1, mentre a me solo il 313 (che corrisponderebbe alla targa di Paolino Paperino, ed infatti me lo volevo attaccare sulle chiappe durante il riscaldamento), ma non mi offendo certo per questo. Però, propriamente atletico atletico non è che lo sembri, con quel suo filino di pancetta accennata. Ma onore al merito per aver dato l’esempio a tutti. Noi intanto riusciamo addirittura a metterci in prima fila insieme anche al Becchetti (e non ci sono neanche top runners di colore, come al solito) per aver la possibilità di partire bene e senza intoppi. Ma… che fa… no… noooo… SI METTE PROPRIO DAVANTI A NOI!! NOOOOOOOOOOO…... La partenza senza intoppi sembra saltare. Mentre ci si piazza esattamente davanti, si rivolge a noi (A NOI TRE!!!) per dirci “Scusatè, ma faccio solmant una foto con düe miei amisci” (e provate ad immaginare la pronuncia alla Ispettore Clouseau). Inutile dire che io, Bassa e Becchetti allunghiamo i nostri colli a dismisura per venire immortalati alle spalle del Principe, come i migliori emuli di Gabriele Paolini… Poi il bello è che al termine degli scatti i fotografi si allontanano, allora Lui si rigira e stringe le mani a tutti, e capitemi, è lui che cerca di stringere le nostre mani, non eravamo noi a presentarci e stringerle. Questi sono i veri Signori. Complimenti al papà per l’educazione. Qualcuno (italiano ovviamente) ci prova anche: “Senta, alla fine della salita della Rocca (la più dura di tutte, una scalinata al 2°km che ti porta in cima) allora possiamo fermarci a bere il ristoro a casa sua, vero? Diciamo a Suo padre che ci ha invitato lei?”. Lui ride, ma non raccoglie. Chissà se avrà capito. Comunque noi, sbrigate le formalità di rito (strette di mano, saluti, sorrisi) preferiamo partire un po’ lanciati e glissarci dall’altro lato della partenza, sapendo che Lui non partirà propriamente ai 3’10” al km. In ogni caso lui la finirà tutta, seguito da un numero imprecisato di gabbiani e dalle sue guardie del corpo. Il resto della mattinata è poi tutta un continuo alternarsi a tirare col Bassa lungo le strade del Gran Premio, Casinò, Rocca, fino allo Sporting Club. Percorso abbastanza duro, ma finito “agevolmente” in 37’43, anche se certamente è qualcosina di più che gli spacciati 10km. Piccola nota di demerito (e forse la seconda in tutte le gare francesi che io abbia mai corso): alla partenza è successo un casino immane, a causa di non si sa chi, per un qualche sbaglio di calcolo. Dopo 500mt la testa della gara si incrociava (letteralmente!!!) controsenso con la seconda parte del gruppone dei partecipanti, facendo perdere tempo e concentrazione a quelli partiti nella prima metà dei partenti, per non parlare dei rischi di scontri e/o tuffi nelle acque del porto. Io me ne sono andato via subito dopo l’arrivo, però mi sarebbe piaciuto sapere come hanno poi giustificato il tutto. Pagliotz. |