Cronache
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VADO… LIGURE, MA DOVE VADO… LIGURE Leggere
attentamente le istruzioni alla lettura. Composizione:
la cronaca è rivestita di demenzialità e paranoia Principio
attivo: unicamente la mente folle dell’autore Indicazioni:
la cronaca è indicata a tutti coloro che hanno tempo da
perdere e/o sono dipendenti pubblici (come me), e/o
seguono Porta a Porta o il Tg4 e/o sono armati di pazienza
e/o soffrono d’insonnia (se trovate il testo soporifero
può farvi solo che del bene) e/o sperano di fare quattro
soldi querelandomi per diffamazione (sbagliando… no
tengo dinero)… Controindicazioni:
tutte quelle che temete. Precauzioni:
essendo la cronaca particolarmente prolissa se ne
consiglia un’assunzione moderata e sotto stretto
controllo medico, meglio se specializzato in neurologia,
ideale se ulteriormente specializzato in psichiatria. Avvertenze:
è necessario porre attenzione alla possibilità di una
resistenza del vostro buon gusto. Non influisce
negativamente nelle donne in stato di gravidanza (sui
nascituri meglio non indagare) e durante l’allattamento
(se l’allattato è l’autore). Tenere la cronaca fuori
della portata dei bambini, la loro crescita fisica ed
intellettuale potrebbero risultare compromesse
irrimediabilmente. Interazioni:
Risultati di studi clinici hanno dimostrato che la
contemporanea lettura della testé cronaca e
dell’analoga di Pagliotz conduce ad una marcata
inibizione di ogni senso.
Si sconsiglia quindi detta interazione che
favorisce solo l’irreversibile mutamento del lettore in
vegetale (più o meno un cocomero). Dose,
modo e tempo di lettura: se ve astenete è meglio. Sovradosaggio:
in caso di assunzione ripetuta della cronaca (ma come
avete fatto???) si possono verificare tutti i disturbi che
temete. Sono scontati quelli gastro-intestinali (e non
venitemi poi a dire che non vi avevo avvertito prima!). Effetti
collaterali: Dopo la lettura della cronaca, in studi
clinici condotti su pazienti adulti e/o adulteri sono
stati riportati alcuni disturbi gastro-intestinali (es.:
nausea, pirosi, dolore addominale, vomito e diarrea)
cefalea e alterazioni del gusto. Sono state segnalate
reazioni allergiche che vanno dall’orticaria, al rash
cutaneo, alla sindrome di Steven Johnson (Steven chi???).
Sono riportati anche effetti transitori a carico del
sistema nervoso, quali vertigini, perdita
dell’orientamento, spersonalizzazione, ansia,
confusione, allucinazioni e psicosi. Tanto indesiderato
quanto temuto è l’effetto di emulazione dell’autore,
nocivo oltre che per il soggetto emulante anche per la
collettività. Scadenza:
cronaca e autore sono scaduti da un pezzo. Attenzione: se dopo aver letto scrupolosamente le istruzioni riportate avete ancora voglia di sottoporvi alla lettura della cronaca siete degli ineguagliabili autolesionisti.
RI... VADO… LIGURE, MA DOVE VADO… LIGURE Inesorabilmente il telefonino si mette a far cagnara alle otto e diciotto. Sono in ritardo, lo so... solo di tre minuti… ma sono in ritardo. Tuttavia non rispondo, non ho nessuna intenzione di mollare il volante della mia Punto. Percorse poche centinaia di metri l’invadente aggeggio riprende a strillare. Ma ormai sono dinanzi al Chittolina. “Sono qui, tranquilli, sono appena sceso dall’auto. Arrivo!” La comunicazione raggiunge e rassicura Tommy, calabrese d’origine ma preciso come un cronometro Tag Heuer, ed il buon numero di APS che mi attendono impazientemente al tavolo delle iscrizioni posto in cima alla tribuna dello stadio. Prima di raggiungerli ho il tempo di salutare Guglielmetto, deus ex machina della manifestazione, ed incrociare “Malamacho” dei Serenella, sciamano dilettante, che… mi segna l’aria (???) nel caso fossi raffreddato… boh?… Malamacho o no la mattinata pare proprio poco primaverile. Nonostante il cielo limpido soffia una tramontana tanto gelida quanto fastidiosa. I podisti imbacuccati si muovono come rigide marionette. Voilà! Finalmente con i miei compagni di team! Sir Mirco, Mauro The President, Tommy, Il Marchese, Briga, Trippa, Gatto Silvestro a altri ancora… Bisogna ritirare la busta con i quattordici (!!!) pettorali a noi assegnati e pagare le relative quote d’iscrizione. Adrenalizzati a dovere scalpitiamo e… ci incasiniamo. Il Briga ne fa le spese, il suo nome non compare sulla lista APS e un poco scocciato deve ripiegare a iscriversi individualmente sopportando una nuova coda.. Per il resto tutto ok salvo mettere in scena, io e Mauro, una gag degna di Toto’ e Peppino nell’intento di raccogliere il denaro tra i presenti del Gruppo. Pagliotz se la ride e ci prende in giro. Rompiamo le righe. Liberi tutti per il warm up! Particolarmente distratto mi scaldo facendo la spola tra la mia auto e la tribuna… prima per “depositare” i promo della Pasquetta a Roviasca e poi per ritirare il pacco gara. Mentre zigzago in lungo e in largo noto con un po’ di sorpresa che l’anticipo di data, da fine giugno ad inizio primavera, non ha contribuito a far lievitare la partecipazione a questa Mezza. Più o meno siamo sempre intorno alle 200 unità. Addirittura la contemporanea corsa non competitiva registra una flessione di adesioni. Guglielmetto successivamente mi confiderà il proposito per il 2005 di spostare il tutto alla fine di aprile. Non c’è Valerio Brignone, vincitore della passata edizione e della Maratonina di Verona della settimana prima, ora in fase di rifinitura per la “sua” London Marathon. Ci sono invece tanti reduci della Tre Colli, e prendo atto del ritorno di Francesca Frumento, già vincitrice di una Maratona di Livorno. Altri sono presenti solo come spettatori come Gianni Sciuscetti con la cravatta della cresima e O’Rey do Fontanassa, Franco Petenzi e Danilo Basso, questi ultimi tre… bicidotati. Ormai ci siamo. Stanno per scoccare le 9 e 15. Jack O’Palley, il Mister della Podistica Savonese, ci richiama a prendere posizione all’esterno del Chittolina. Il mio obbiettivo è abbastanza modesto ma adeguato al mio attuale stato di forma, correre a 3’55”/km. Pagliotz approva, la sua tabella zen “specianesca” prevede il mio medesimo ritmo per i primi 10 km salvo poi accelerare a 3’45/km per i restanti 11,097. Gli APS boys (14!!!)… accerchiano i cugini DLF (5). Mi fa particolarmente piacere rivedere su questa distanza, dopo molto tempo, anche Angelo Barcella, un amico vero, l’insostituibile “economo” del team a vapore. Via!!! Primo chilometro a bomba per “Nonno” Marino, il veterano del Run Finale. Pagliotz lo “becca” simpaticamente. Superiamo il centro di Vado Ligure e procediamo per Via Piave, seguendo l’argine del torrente Sabazia. Al km 4 il gruppo è già sfilacciato. Posso aggiungere che, salvo alcune successive defezioni, le posizioni ora delineate saranno pressoché le stesse all’arrivo. Mi trovo in un gruppetto con Pagliotz, appunto, Max Tardioli (Delta Spedizioni) e Maurizio Ferrero (Alba Docilia). Ma non bado a nessuno di loro se non alle mie gambe. E bevo… bevo acqua ai tanto frequenti quanto inaspettati ristori sul percorso. Paolo mi rimprovera, mi dice che perdo solo del tempo, ma faccio orecchie da mercante. E poi ho sete! Ho veramente sete complice la pizza della sera prima consumata in un noto covo genoano a ridosso del Teatro della Tosse nel centro storico di Genova. Dammi retta Pagliotz, bere fa bene e perdere qualche metro per un po’ di accadueo, può risparmiarti la pena di un finale al lumicino. Intanto Tardioli se ne va. Spinge a manetta e riaggancia Alvino (Città di Genova) e Mauro Becchetti (Podistica Savonese) una cinquantina di metri avanti a me e Paolo. Ancora un rimbrotto dello scandalizzato Pagliotz! Sto tagliando una larga curva per accantonare qualche metro, ne più ne meno di chi ci precede e di chi ci segue,… e lui: No! Non si fa così! Non si taglia! Me ne infischio e lo invito a fare altrettanto: Ma dai, dai, veloce su, taglia… e taglia!!! OK, ma sei tu che mi hai costretto! In quell’istante balza vivo il ricordo di una Staffetta dell’Appennino con i colori del Savona Porto quando a bordo di una delle auto di sostegno ce la prendevamo con lo Schiappa, lui in corsa incapace, per timore di esser messo sotto da improbabili auto, di abbreviare le innumerevoli curve regalando così secondi su secondi ai diretti avversari decisamente più pratici e meno fifoni. Dissimuliamo la fatica proseguendo a cianciare, e Maurizio in coda a noi è costretto a sopportare. A Sant’Ermete, primo giro di boa, vediamo sfilare il gruppo di testa. Intorno alla nona o decima posizione transitano Enzi (Atletica Varazze) e Occelli (Savona Triathlon). Entrambi puntano a migliorare il record personale ma il vento spesso sfavorevole di certo non li favorisce. Proseguiamo la conta di chi ci precede per arrivare a noi in 22^ e 23^ posizione. Raggiunto nuovamente il centro di Vado Ligure, più o meno all’ottavo chilometro, alle nostre spalle si sta rapidamente avvicinando un ciclonico concorrente marocchino. Ci supera a doppia velocità scortato dai ciclisti Petenzi e Basso. Franco ha il tempo di informarci: E’ incazzato! E’ partito dopo… All’arrivo sapremo che il forte atleta (9° classificato) è rimasto vittima della nuova ora legale, proprio com’è capitato al nostro Ivano, ed è partito ad handicap, a gara già iniziata, per una furiosa quanto disperata rimonta. Al nono chilometro il passaggio davanti al Chittolina. Tra gli spettatori Ivano (no, no, non gli è proprio passato per la zucca di prendere il via a gara in corso) e Dorian Gray. Pagliotz mi fa: Ma si è ritirato? Ed io: Uno di meno! Dopo una decina di metri anche il Tedesco è a bordo strada, fermo, ad incoraggiarci. Spiego a Pagliotz che l’abbandono dei due è sicuramente motivato dalle condizioni climatiche poco propizie a permettere loro il primato personale sulla distanza. Paolo si stupisce che solo l’avessero calcolato possibile, anche senza vento, considerato che il percorso non è proprio così pianeggiante... E poi in Liguria, Bah!… Non sono d’accordo. Diverse volte ho scelto di prendere parte alle “mezze” piemontesi per trovare un percorso agevole e devo dire che quella vadese non è più impegnativa di quella di Novi Ligure o di Avigliana! Vabbé, tiremm innanz. Decimo km in 39.27, media 3’57”/km in linea con le mie gambe e la tramontana. Ora siamo sul territorio di Quiliano, a Valleggia. Più o meno sono le mie strade. Quasi quindici anni di miei allenamenti si sono svolti su quest’asfalto che da tre è pure oggetto delle manifestazioni che organizzo con la preziosa ed indispensabile collaborazione del Comune, soprattutto nella persona di Antonella, carissima amica, dei vecchi e nuovi compagni di squadra e di alcuni altri simpatizzanti. Chiusa parentesi e ritorno a bomba. Pagliotz suona la carica. Non vuole allontanarsi troppo dal compito odierno assegnatogli dallo zen…ologo Speciani e allunga. Lo lascio andare e resto solo, Ferrero da un po’ di tempo ha perso contatto. La mia “solitudine” è di breve durata. Giusto il tempo di uscire dalla crosa che mi porta sulla via XXV Aprile per risalire il torrente Quiliano. A sorpresa trovo il Bassa (non iscritto e solo il giorno prima agonista sulla pista di Asti per la 24 x 1 ora) in calzoncini e scarpe da gara e ancor più sorprendentemente il Torchio, Renzo Dogliotti, in sella alla sua citybike. Aspettavano il Tedesco per “tirarlo” un po’. Li metto al corrente della sua defezione e decidono di farmi compagnia. Renzo sull’…ammiraglia, Bassa come il più fedele dei gregari davanti a me per coprirmi dal vento che ora è veramente tosto. Non modifico il passo né cedo sull’impegno e nonostante sia coperto dai miei due amici in quei duemila metri procedo ad oltre 4’/km. E’ premiato invece il contemporaneo sforzo di Pagliotz che riesce ad agganciarsi al treno di Alvino, Becchetti e Tardioli un centinaio di metri avanti a me. Oltrepassato il ponte militare che porta alla Piazza della Chiesa osservo Pagliotz disintegrare il plotoncino e il solo Becchetti rispondere all’azione. Sempre sulla Piazza c’è Francesca impegnata con la sua reflex a realizzare parte del reportage fotografico pubblicato su queste pagine. Attraverso tutta Via Roma per poi prendere la strada dei Tecci. Bassa mi detta il ritmo e il Torchio continua ad incitarmi… Dai, davanti ci stanno mollando!… Mica tanto però… Dopo un km e mezzo dietro front! Si torna per la medesima strada in Via Roma. Anziché superare nuovamente il ponte di ferro si prosegue di un buon cinque, seicento metri per varcare quello successivo. Più o meno siamo a cinque km dall’arrivo e la coppia Pagliotz – Becchetti ha una cinquantina di secondi di vantaggio su di me. Tardioli ora è più vicino ma subisco il ritorno di Blandi (Città di Genova) che bypassa anche Max. Né il ritorno sulla via XXV Aprile ed il successivo attraversamento di Valleggia modificano la situazione. Ormai siamo davanti alla centrale elettrica. Bassa e Renzo si congedano spronandomi a riprendere Tardioli. E’ il momento di entrare allo stadio. Il ritirato Dorian Gray appena mi vede si sgola per… invitarmi a lasciar perdere con la corsa. Attento Flavio, la stagione è lunga e chissà mai che prima o poi riuscirò a portare a casa il tuo scalpo! Ancora cinquecento metri sulla pista prima di chiudere. Dalla tribuna qualche supporter mi sostiene a viva voce. Grazie! Completo l’anello senza sprintare benché abbia ancora delle energie. 1 ora 23 minuti e 31 secondi per una media da 3’57”/km. Ai margini del tartan mi salutano The President e Sir Mirco. Il loro ritiro era preventivato, hanno galoppato comunque per 16 km. Intano Pagliotz mi indica per un: Ecco il numero 2 dell’APS! Lui, il numero 1 (???), è felice come una Pasqua. Sono io a informarlo che con ogni probabilità ha guadagnato il titolo provinciale Master 35 con 1.22.17… rob de matt… C’è il tempo per partecipare ad un siparietto con Blandi, Alvino e credo Rossetto sull’erba del rettangolo di gioco. Blandi: Ehi ragazzi, avete notato? Noi: Coosaaa??? Blandi: Le nostre scarpe!!! Sono le Phantom Classic!!! Noi: E’ veroooo!!! Già… Roba che se ci vedono quelli della Mizuno le ritirano dal mercato! Si susseguono gli arrivi, altri 10 APS stopperanno il loro cronometro sotto lo striscione. De Gregori, il nostro Cantautore… Silenzioso (veramente di poche parole, pronunciate con un filo di voce da renderle impercettibili) realizza il primato personale rimandandoci a pagina 777 di televideo per comprendere appieno tutto il suo tripudio! Dopo una tonificante doccia calda mi ritrovo con tutta la pattuglia APS per l’ormai classica foto di gruppo. Di nuovo in pista, ora decisamente rilassati. C’è anche Francesca così come il ritardatario Ivano, e Marco curiosamente in quattrocchi da Iena. Ci siamo tutti… No! Mancano Coppola e Nasini, e Pagliotz?… è già scappato per Albenga. Il buon Cenerentolo temendo che la propria Y10 si tramutasse in zucca è filato via in fretta e furia dimenticando le scarpette… da gara. Naturalmente ecco irrompere il principe della situazione, Nonno Marino, calzature in mano dichiarandosi ben disponibile a consegnarle a Pagliotz ma ponendo come condizione assoluta la ferma e virile rinuncia a dar seguito al lieto fine della favola che conosciamo. Una delusione per tutti i fans di Perrault. E la foto, Melo??? Ti ricordi??? Ah, gia! Ma chi la scatta??? Si offre il Polacco ma cortesemente glissiamo. Ha dato prova a Pietra Ligure di aver una innata dote di boia fotografico, recidendo interi corpi e mozzando teste come non si vedeva più dalla Rivoluzione Francese e/o da un qualsiasi film di Dario Argento. Allora puntiamo il mirino sul Digia! Parfirman accetta con piacere. Noi in posa lo squadriamo un po’ perplessi. Che avessimo beccato un altro boia??? Enrico sembra quasi spaventato, tiene tra le mani la digitale di Tommy quasi fosse una bomba sul punto di esplodere. Poi con delicatezza la leggera pressione sul pulsante… Noi non saltiamo per aria ma ben composti restiamo impressi sui quattro scatti. Pfff. C’è andata bene! In tribuna siamo prossimi alla premiazione. M’infilo nell’ufficio dove è stata appena stilata la classifica. Ciò mi è consentito dalla mia carica di consigliere (… spesso inascoltato, ahimé…) provinciale della federazione. Come mi sarò piazzato in categoria? Mi regalano subito una copia della graduatoria per soddisfare la mia curiosità. Scorro l’elenco ed eccomi lì, 23°, categoria M40… M40? Emmequarantaaaa??? Vabbé, i capelli grigi… le rughe… le borse sotto gli occhi... il decadimento fisico… ma risolutamente reclamo la mia appartenenza alla M35 affibbiata però a Becchetti???? che ha vent’anni… e Luzzo, anche lui M40, ma se è della mia leva? Launo M45, Blandi M55. Sballate tutte le categorie! Avverto i responsabili dell’organizzazione e risaliamo alla causa: l’errata impostazione dei dati anagrafici dei concorrenti sul software adoperato per elaborare le classifiche. Viene presa la decisione di anticipare la premiazione a sorteggio. Sorteggio ricco (come da sempre, un elogio alla Podistica Savonese) mi ci ficco! Mi
proietto in tribuna e spero che esca l’87 azzurro,
numero e colore del mio biglietto e assisto al consueto “commercio”
di bigliettini, quelli lasciati da alcuni concorrenti
ad amici fidatissimi: Guarda, devo proprio
scappare… tu resti qui? Bene, ti lascio il mio numero…
se esce mi puoi prendere il premio? Ma certo,
tranquillo lo prendo io! Già, già… te lo prende lui… e magari se lo tiene!!! No, No, in linea di massima non si discute la correttezza degli amici però… qualcuno birichino… ogni tanto spunta fuori… alla faccia della spergiurata amicizia… vabbè, ma forse è facile far confusione con una pila di bigliettini in mano… specie se ti trovi assegnato un oggetto di valore corrispondente ad un numero del tuo mazzo (tv color, mini hi-fi, bici, telefonino ecc. ecc.)… Ora sotto i miei occhi non accade nulla di disdicevole… ma in passato… ne ho viste di tutti color… tv. L’estrazione dura più di un’ora. Alcuni partecipanti, si spazientiscono per la lunghezza dell’operazione ma hanno torto. Ci si lamenta spesso per l’esiguità del montepremi, soprattutto se rapportato al costo dell’iscrizione. No, non è il proprio il caso odierno: 10 euro + sacco Mizuno + servizio ristoro pressoché perfetto + spogliatoi e docce calde + mega estrazione + premi assoluti e di categoria. Cosa si vuole di più? Alla fin fine l’87 esce. Un ingresso gratuito per Le Caravelle, il parco acquatico di Loano. Lo regalo immediatamente alla moglie di Jack O’ Palley che a sua volta lo donerà ad un suo nipotino… Io non so nuotare!!! Alle 13 è ora di sbaraccare. La premiazione per categorie sarà svolta dai… portalettere. Messa a punto la nuova classifica, l’organizzazione recapiterà il dovuto agl’indirizzi dei meritevoli. Qui vi lascio… se già non l’avete fatto voi… rifiutandovi di seguirmi fino all’epilogo di questa personalissima cronaca… che per lunghezza, lo so, non ha nulla da invidiare alla Maratonina. A presto Melo
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