Cronache


 

 

La Maratonina di Vado Ligure del Pagliotz
06/04/2004

 

"In qualunque direzione si vada, sarà sempre in salita e controvento"
(1° Legge di Murphy sulla Maratona)
 

Qualche mio amico aveva scritto anche un corollario alla suddetta legge: "E magari si metterà anche a piovere!". Fortunatamente Murphy ha ragione più del mio amico.

 

Fattostà che ad Albenga non c'era vento e la temperatura era accettabile (per essere le 07.30). All'arrivo a Vado però l'accoglienza era data dalle giacche a vento e piumini dei partecipanti alla gara. Ma dove sono capitato, alle Svalbard? Mancavano solo i pinguini...

 

Incontro subito il gotha dell'APS impegnato in difficili e complessi calcoli sulla distribuzione delle ricchezze (leggi: diventavano matti per capire come pagare le iscrizioni. E meno male che la cifra era € 10 a testa e non € 9,76).

 

Nell'area si stava bene solo all'interno degli spogliatoi dello stadio, e qualcuno subito proponeva di fare la gara lungo i corridoi della struttura. All'ingresso della centesima persona, però, gli organizzatori rinunciavano e ripristinavano il vecchio percorso sulle strade di Vado ligure e zone limitrofe. A proposito, belle queste "limitrofe", peccato che però la Liguria non sia terra di pianura e per questo i tentativi di personale non si possono fare in questa sede. Aggiungetevi anche il vento e vedrete che la gara svilupperà un repertorio di bestemmie e parolacce degne di nota. Qualcuno lo si è sentito nominare a memoria tutti i Santi del calendario durante la gara!!

 

Ah, già. La mia gara. Dovevo fare un allenamento di 10km a 3'55" + 10km a 3'45". Mi viene da ridere ancora solo a pensarci, ma altre gare nei dintorni non ce n'era. Allora mi accodo al Melo, che aveva l'intenzione di finirla tutta a 3'55". Almeno nella prima metà mi accodo a qualcuno. Tutto bene fino al 9°km, dove non faccio quasi fatica, tra chiacchierate e tagli di percorso in curva (lui, non io, sottolineo). Lui mi racconta anche di un suo particolare "infortunio" occorsogli giovedì, ma lasciamo che sia lui a descriverlo :-)

Dicevo, tutto bene fino al 9°km. notavo che lui coglieva ogni occasione per bere acqua (c'erano quasi più tavoli ristoro che podisti), ed io gli dicevo che bere in una mezza è inutile e controproducente con i nostri ritmi (ho usato un'altra parola per esprimere il concetto, ma qui non la riporto), in quanto poteva andargli di traverso, tossire, perdere tempo etc. Detto fatto. Perdeva quasi istantaneamente 5/10 metri da me, contemporaneamente noto che il gruppetto di tre loschi figuri che ci precedeva praticamente dalla partenza era a distanza di un centinaio di metriMassimo è intanto a 10mt da me. Ora o mai più! Lo ca'o lì (come dice un mio amico del G.P. La Galla (toscano)) e tiro per due km per andarli a riprendere. E, con fatica, li raggiungo nell'arco di due km (notare, in salita da solo e controvento!). Mi accodo a loro per due km circa e poi provo ad allungare ancora, tanto le gambe girvano bene. Col risultato che li sgrego e resto solo con Mauro Becchetti. Da lì è un incoraggiarsi a vicenda (psicologicamente) lungo i continui saliscendi fino al 18°km, dove ci scopriamo passarlo in 3'39". Io credo di mollare leggerissimamente per paura di fare il botto al km seguente, lui invece mi lascia in mezzo alla strada come un sacchetto della rumenta, e prosegue da solo. All'arrivo lui è 18° ed io 19°, con 46" di distacco. Massimo invece è desolatamente dietro le mie spalle, con 1'12" di distacco. Perdonatemi questa sottolineatura, ma non mi succede spesso di lasciarlo dietro!

Finisco la gara in 1h22'17" (al mio crono). Ottimo tempo, ma allenamento andato a quel paese. Grazie Murphy!

 

La mia personale gara però continua in seguito, con gita al Santuario della Madonna della Guardia e Cimitero di Staglieno, mica come quei "bambasciotti" che si sdraiano sul divano a guardare la tv ed a far riposare le gambe martoriate dai km, la domenica pomeriggio.

 

Pagliotz.

 

PS: Se rinasco, voglio reincarnarmi però in un "bambasciotto"...

 

(che forse a qualcuno non sembra degna di nota, nonostante gli oltre mille iscritti alla 8km ed i 900 alla mezza).
 
Dunque, suddividiamo la gara secondo due parametri. Il primo, l’allenamento, non è stato tragico, però non certo positivo. Il secondo parametro è il risultato delle gara in sé che considererei più che buono, infatti 1h22’38” (al mio crono) è a soli 1’27” dal mio personale.

La giornata era molto fredda, ed ho dovuto coprirmi molto, dato che patisco abbastanza il freddo. Assente il vento, solo una lieve brezza un po’ a favore ed un po’ contro a seconda delle strade che si percorrevano. Il percorso era composto da tre giri cittadini, più 2km in mezzo al Parco Ruffini (ma sempre su asfalto), per finire sulla pista di atletica per gli ultimi 500mt. Non era tutto piattissimo, però i cambiamenti di pendenza erano lievi (a parte un km al 6°/12,5°/19° km che si faceva davvero sentire).

Alla partenza resto leggermente intruppato (4’10”), ma poi recupero (anche troppo) il 2°km a 3’50” contro i 4’ previsti. I km fino al 10° scorrono benissimo, le gambe girano benissimo e faccio davvero fatica a tenermi e non andare più forte. I parziali non mi riescono secondo quello che avrei dovuto fare. Mi dispiace tanto anche dover aumentare in seguito (fino ai 3’50”), in quanto mi ero accomodato in un gruppetto di 4 persone che poteva andare fino alla fine in quel modo.

Arriva il 10° e provo ad aumentare, ma non riesco a controllare l’andatura (partivo in solitudine, lasciando la compagnia) e passo all’11°km in 3’42”! Rallento un pelo e regolarizzo l’andatura, ma alla fine della seconda volta che facevo la salita impegnativa resto solo,  senza nessuno dietro e quelli davanti a me troppo lontani per fungere da obiettivo. Ecco, lì ho avuto un momento di scoraggiamento. Le gambe diventavano di legno, e di conseguenza la testa cede un poco (o forse il contrario? Boh?), facendo dei km in 4’. Perdo concentrazione fino a che mi riprende un gruppettino in recupero, proprio quello che mi ci voleva per provare a riprendere un minimo di andatura accettabile. Comunque, non come da tabella prevista. La carica agonistica e la concentrazione ci sono di nuovo, però effettivamente non riesco a scendere a 3’40”.

Al terzo passaggio sul “salitone” perdo ancora qualcosa, ed ho un ritorno di stimoli durante il 500 finale in pista, col mille complessivamente a 3’48”. Gli ultimi 100mt li faccio poi in 21”.

 Allegri! Pagliotz.