Cronache
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Tre
Colli per i Triumviri... Se i nostri giornalisti sportivi da anni sono soliti identificare nella cosiddetta "Triade", Bettega, Giraudo e Moggi, lo staff manageriale della Juve, più modestamente, tra il '96 ed il '99, il mondo podistico savonese riconosceva nel "Triumvirato", Cigliutti, Melis e Occelli, l'anima guida di quel DLF Savona che dominava incontrastato la scena provinciale e dava filo da torcere alle compagini storiche genovesi CULMV e Città di Genova alla Cronosciorba. Forse risale a quel periodo la mia ultima trasferta compiuta in auto assieme al Talebano (Diego Cigliutti) e a Dorian Gray (Flavio Occelli) per raggiungere il luogo di competizione. Sinceramente negli ultimi anni sono state assai rare anche le occasioni per ritrovarci correre contemporaneamente, non solo in gara ma pure in allenamento. Ebbene complice un fortuito quanto rapido incontro del giovedì alla Fontanassa, un appuntamento preso al volo, ed ecco che domenica ci ritroviamo tutti e tre sull'Opel Zafira di Flavio. Come ai vecchi tempi. Destinazione Pietra Ligure, Camminata dei Tre Colli. Ci sciroppiamo il breve viaggio sull'Autofiori commentando la Milano - Sanremo e le poco credibili dichiarazioni fatte a Correre da Zenucchi e Calcaterra relative alle loro metodiche di allenamento. Naturalmente spendiamo anche quattro parole sul percorso che tra breve affronteremo e sui presunti concorrenti che incroceranno la nostra strada. Con buon margine sull'orario di gara raggiungiamo la passeggiata a mare di Pietra Ligure. Appena scesi dall'auto ci si fa incontro per salutarci il Bassa, il mio compagno di allenamento alla Natta di Celle. Intanto trovo subito conferma alle mie attese, la partecipazione è estremamente qualificata. Vedo Gambetta, Pastorino, Luzzo, Poggi ma anche alcuni calibri da 90 del podismo di casa nostra quali O' Rey della Fontanassa e Mauro Brignone, per non parlare di Nico Mieres e i padroni casa Basso, Launo e Scarlata. Ci sono pure Tardioli, Mario Giusto e quel cavallo pazzo di Armellin. Insomma, considerando anche Dorian Gray, campione in carica Parfiri ed il Talebano, ipotizzare un mio piazzamento nella parte nobile della classifica è pura fantascienza. Intanto cominciano ad arrivare gli APS boys, i primi che becco sono il Presidentissimo Mauro ed il nuovo adepto Ivano. La Piazza San Nicolò, sede di ritrovo e di partenza, appare macchiata a sprazzi dai colori delle divise dei partecipanti. I capannelli più appariscenti sono quelli biancorossoblu dei "Serenelli" e quelli gialloblu dei varazzini. Sono proprio i cugini savonesi che mi fermano dinanzi al palchetto delle iscrizioni. U' Tescitou (Tessitore) mi chiede a bruciapelo quando "fonderò" una nuova società. La battuta mi strappa un sorriso restituito da un caloroso abbraccio. Per chi non lo sa o non se se lo ricorda ho militato anche nel Serenella... Poi Nanni Vanzino "sgrida" il fresco ex, Ivano questa volta, reo di indossare ancora i pantaloni della tuta serenellesca. Non ha tutti i torti ma, me ne darete atto ragazzi, le palanche sono palanche e i passi di una nuova società che vive del solo finanziamento dei propri soci vanno fatti uno per volta. Per la divisa APS c'è tempo, forse la prossima stagione... Mi avvicino ai due factotum del Serenella, Enrico Digiannantonio e Maura Bolla. Sono seduti su una panchina, affaccendati a raccogliere le ultime adesioni al Gran Premio Parfiri. Il Digia mi affibbia il voluminoso fardello destinato all'APS contenente l'elenco delle gare, il promemoria ed il jolly da consegnare a ciascuno dei nostri soci. Per fortuna comincio a liberarmi dei 300 volantini promozionali delle nostre manifestazioni preparati dalla nostra impareggiabile "fiancheggiatrice" Antonella Berruti. Raggiunto il palchetto delle iscrizioni compilo il modulo con i miei dati anagrafici sottoscrivendo la regolarità della mia posizione con le disposizioni di leggi vigenti in materia medico sportiva. Non è richiesta l'appartenenza al gruppo sportivo dal che arguisco che le società non riceveranno premi. Pago 5 euro e ricevo in cambio alcune spille e uno spesso pettorale, che seguendo l'esempio dell'accorto Talebano decido di pinzarlo sul fianco dei pantaloncini anziché sulla canottiera del completo. Mi accorgo di non aver assolutamente notato il regolamento ella manifestazione e soprattutto di non aver ricevuto il consueto pacco gara. Ora è la volta di salutare il nostro Tommy e gli amici Alessandro, Giovanni, Michele, Silvestro e l'aggregato dell'ultima ora, l'ingauno Roberto Peverelli. E ora via, tutti a "scaldarci". No, non ancora. Mi stoppa la Cattulli che vedendomi con la canottiera APS ha un flash e mi chiede se corro per la... Posta. Ok. Ho capito. La foto del nostro "postale" Marco in versione APS sul Secolo XIX le ha fatto credere che fossimo in forza all'... Associazione Postelegrafonica Savonese. Manca una mezz'oretta al via. C'è chi preferisce isolarsi durante il riscaldamento, io preferisco farlo in compagnia. Ed eccomi fare "le vasche" della passeggiata con Bassa, Arme (... a Roviasca, a Pasquetta ci sarò comunque, per amicizia... ok Andrea, ti aspettiamo), Dorian, Talebano, Mauro, Ivano e Walter Surano, il nostro decimo APS presente alla corsa. Ogni tanto qualcuno scarta verso la spiaggia per l'immancabile "pipìstop". Ancora oggi sorrido pensando che qualcuno anni fa mi chiese seriamente, poco prima del via, se fosse utile trattenere il liquido garantendosi così una provvidenziale scorta di sali in corsa ed io, beffardo, gli risposi di sì ricevendo addirittura a fine corsa il ringraziamento (!) per il "consiglio"... Terminate le operazioni preliminari ritorniamo sulla piazza. C'è ancora il tempo di scambiare due chiacchiere sulla linea di partenza con Luzzo, protagonista suo malgrado di un inutile viaggio da Marene a Quiliano per la corsa che abbiamo rinviato a Pasquetta. E c'è anche l'attimo per dare, inosservato, una pedata alle chiappe di un concentratissimo Gianni "Sciuscetti" che sorpreso osserva di brutto i suoi ignari vicini cercando il colpevole... perdonami Gianni, ma non ho resistito all'impulso infantile che mi trascino dalle scuole elementari quando mi allungavo dal banco per prendere a calci da sotto la sedia il compagno davanti ben sapendo che il maestro mai avrebbe creduto alle rimostranze del perseguitato. Lo speaker s'incasina al momento del via. Invece del solito conto alla rovescia gli vien fuori un... uno, due, tre... che spinge i concorrenti ad una partenza con rinculo. Occelli è il primo ad avviarsi, altri accennano un passo in avanti e due indietro, io e la maggioranza del gruppo restiamo immobili. Ma è già gara. Attraversato il piccolo centro della città rivierasca mi ritrovo sulla passeggiata già staccato dal gruppo di testa di alcuni secondi. Appena la strada comincia salire perdo contatto anche dai grimpeurs Basso, Scarlata e Launo. Mi rendo conto immediatamente che dovrò amministrare razionalmente le mie energie onde evitare dall'essere impallinato dal mucchio selvaggio che mulina alle mie spalle. Io ed il Bassa ci ritroviamo in corsa come in allenamento ma in compagnia del giovane Ferrando e del veterano Mieres. Solo dopo un terzo di gara, quando la salita si inasprisce, riusciamo a staccarli. Superiamo anche il Talebano. Penso ad una delle sue frequenti crisi ma stavolta gli è... esplosa (!!!) la scarpa. Sarà lo stesso Diego a mostrarmi a fine gara la scarpa sventrata probabilmente da un ramo che ha letteralmente divelto la linguetta sotto le stringhe. Ma il Talebano è un profeta? il suo presentimento della mattinata che la Tre Colli sarebbe stata l'ultima corsa con quel paio di scarpe potrebbe dimostrarlo... Sulla salita sterrata perdo una decina di secondi da Paolo e vengo raggiunto e bypassato da Mario Giusto che credevo ben più avanti. Un ulteriore tratto accidentato mi fa perdere altri secondi. Intanto un signore sul percorso mi grida che sono 18°. In cima alla salita, superata la rampa del Borgo di Ranzi, mi sento scoppiare. Poi giù a scendere. Il prosieguo della mia prova è una vana rincorsa a Bassa ed ai suoi occasionali compagni d'avventura, ora Mario poi Becchetti. Sempre quindici secondi da recuperare ma almeno un consistente vantaggio da difendere sui miei inseguitori. Rientrato nel centro di Pietra Ligure bado a curare lo stile per tagliare il traguardo il meno sciancato possibile. Concludo impiegando 46.30 in 18a posizione. Il primo a stringermi la mano dopo l'arrivo è Facci, il campionissimo veterano dell'Atletica Varazze, ora spettatore con la speranza di rivederlo presto nel gruppone. Forza Giancarlo! Batto il cinque al Bassa e mi complimento con Becchetti che mi sta portando via... la leadership podistica di Bergeggi. Ricevo la maglietta della corsa ed una bandana. Dal banco ristoro afferro un bicchiere d'acqua e una fetta di buona focaccia. Poi con Launo cerco di fare il punto sull'ordine di arrivo. Arriva anche Ivano. Prima di avviarmi con gli ex triumviri all'auto per infilarmi la tuta faccio in tempo a vedere l'arrivo del Presidente. Occelli mi ha rifilato tre minuti in 11 km! Ci stanno tutti. Dopo la Genova-Recco la mia preparazione è stata un susseguirsi di stop and go (sciatalgia e influenza) che certamente hanno influito poco positivamente allo stato di forma attuale. Il Bassa mi confida la sua soddisfazione per la propria prestazione, ma nonostante tutto non me la sento di affermare altrettanto della mia. Rassettato a dovere torno con i miei coéquipiers di viaggio sulla piazza d'arrivo. Riprendo possesso dei volantini delle gare APS constatando con piacere che ne sono spariti molti. Mi raccomando, merendino di Pasquetta in corsa a Roviasca, non mancate!!! Incrocio Tommy e Silvestro, ci diamo appuntamento per la foto di gruppo a dopo l'arrivo dei nostri amici ancora in gara. Ecco Luca e Giusy che con Walter e Gianni hanno difeso i colori del DLF. Il "Polacco" reduce dall'ennesima maratona conclusa in 2.55. sfoggia la divisa ricevuta la domenica prima a Siracusa. Azzurrina, con lo sponsor ERG bene in evidenza, pare una tuta da benzinaio (ERG, naturalmente). Io e Mauro lo prendiamo un po' in giro. Mentre sfilano i podisti più attardati ecco spuntare RAI 3 Liguria con tanto d'inviato, Robert Lee, e cameraman. Accidenti, come hanno fatto i "maremolesi" ad accalappiare i favori della TV di Stato? Il giornalista colored intervista i vincitori Pastorino e Allasia. Ma gettonatissimo è il cameraman. Molti lo marcano per rubare una inquadratura altri sperano di rivedersi correre in tv, magari per soli pochi secondi. Televisori e videoregistratori sono già in preallarme. Vedo la volata tra Rizzoglio e Peverelli, un sorridente testa a testa, che chiude l'arrivo dei nostri APS. Ormai siamo in attesa delle premiazioni. Il team manager varazzino, Silvio Astaldi, è impegnato a ricostruire la classifica dei primi arrivati e del gruppo gialloblu. Ne approfitto per ricopiare i dati data la provata affidabilità delle sue informazioni. Ora ci siamo tutti. E' il momento della foto. Scegliamo una panchina sulla piazza e un fotografo all'altezza. Beh... non troviamo nulla di meglio del Polacco che ci appare subito in difficoltà con la tascabile di Tommy. Ce ne scatta due, in una delle quali ci taglia tutti senza pietà (...una valutazione freudiana indica l'eliminazione del soggetto fotografico come surrogato dell'istinto di sopprimerlo fisicamente...) salvo poi escludere il solo Peverelli nella seconda che trovate pubblicata su Photo Gallery. Finalmente, poco dopo mezzogiorno, la premiazione. Curiosa la categoria Junior che vede premiati due "nonni" over 40 come Mauro Brignone, Flavio Dorian Gray. Alla faccia dello Junior!!! Nessun premio per società. Ci sciogliamo in ordine sparso. Appuntamento per la Mezza di Vado. Raggiungo gli ex Triumviri per il viaggio di ritorno. Il casello di Savona è in sciopero. Toccava a me pagare. Felicità è risparmiare anche un euro e ottanta centesimi.
Melo
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