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Come promesso il nostro
atleta "bipartisan" ci ha inviato alcune righe
relative alla gratificante esperienza. Inoltre porta
alla luce il curioso contrattempo capitatogli
mentre, fiaccola in mano, correva per il centro
di Sanremo (n.d.r. capitano tutte a lui... pare un
magnete nel calamitare su di sé le situazioni più assurde).
Ma lasciamo che sia il
Pagliotz stesso a raccontare il suo giorno di gloria!
Doveva
essere una cosa seria...
...ma non riesco ancora a
smettere di ridere per quello che è successo ieri
:-)))))))))))
Avevo in mente tanti bei pensieri & parole (come in un
poema di Battisti e Mogol), l'unione e la pace dei
popoli, la fratellanza, e tutto quello che la Fiamma
Olimpica voleva dire. Quel volontario olimpico di
Torino ci aveva "caricato" di tutto punto per farci
capire (come se ce ne fosse stato bisogno) quello che
stavamo per fare, quando all'improvviso...
Insomma, per farla breve (?), il mercoledì pomeriggio
mi chiamano a casa per informarmi di un posto libero
nella staffetta dell'indomani mattina, segno che la
bambolina voodoo che infilzavo ogni sera con uno
spillone e che tenevo sotto il letto aveva adempiuto
allo scopo.
Mi presento all'appuntamento con 45' di anticipo (ero
partito abbastanza presto per premunirmi contro
incidenti, nebbia, forature, sciopero personale di
terra Alitalia, invasione aliena e Gregorio Paolini),
e dopo la consegna delle tute mi comunicano che avrei
fatto il pezzo che partiva da davanti il Teatro
Ariston. "Almeno ci sarà qualcuno a vedermi", penso
stupidamente io. Il primo tedoforo del mio gruppo è
una ragazza, che partiva da un supermercato appena
prima di Sanremo. "Ma siamo fuorissimo, quando ci
arriviamo all'Ariston?", penso sempre stupidamente io.
Poi il bus con gli altri tedofori lascia piano piano
gli altri lungo il percorso, anticipando la Fiamma.
Fattostà che, durante l'avvicinamento al centro,
sempre più gente è affollata ai lati della strada.
Scuole, operai, cantonieri, massaie, pensionati, tutti
lì per vedere lo spettacolo. Mai vista tanta gente
tutta insieme a Sanremo, quasi come per i cantanti che
camminano sulla passerella del Festival! La piazza
prima di Via Matteotti (dove c'è il Teatro) è
gremitissima di folla che faceva un casino d'inferno,
pompata a dovere dagli addetti della Coca-Cola e della
Samsung. Scendo io davanti all'Ariston e la gente (la
gente comune, intendo!) iniziava a fotografarmi come
se fossi uno importante ("Miii, ma aspettate almeno
che mi accendano la fiaccola, no?).
Dal fondo della piazza arrivano le moto della polizia
che anticipano il caravan con i fotografi, poi arriva
lei, la FIACCOLA! Improvvisamente, all'atto
dell'accensione, sembra che diventi addirittura più
pesante dei suoi 1,850kg.
Inizio a correre. Tutti applaudono, salutano, fanno
foto a Lei che brilla nella mia mano, ed
improvvisamente mi sento vicinissimo a tutti gli altri
che hanno contribuito a portarla fino a lì e che
ancora dovano portarla (piemontesi e Valdostani), ma
anche col cuore penso a tutti quelli che speravano di
farlo e che l'hanno solo vista passare. Diciamo che
nel frattempo due lacrimucce mi scappavano, ma sono
riuscito a trattenerle.
Poi, che vi devo dire? Io continuavo a correre ed a
salutare gente, fregandomene altamente di chi doveva
raccogliere il mio fuoco. Giro prima a sinistra in una
piazza enorme (e sempre gremitissima), poi a destra in
Corso Roma, e correvo, correvo, correvo, contornato
dai miei tre angeli custodi ed anticipati sempre da 4
moto della polizia e dal camper dei
fotografi/organizzazione. Ad un certo punto il camper
si ferma in mezzo alla strada. Gli angeli custodi
parlano tra di loro, ma non li cago più di tanto,
guardo solo la mia bella fiamma che brilla. Ma poi mi
dicono concitati "Abbiamo saltato il numero 32 (io ero
il n.31), dobbiamo tornare indietro a cercarlo!! Ce la
fai ancora?". Cazzo, mi hanno chiesto se ce la facevo
ancora. A me. Ma io per loro l'avrei portata fino a
Torino passando da Atene, Sidney, Atlanta e
Barcellona Pozzo di Gotto, camminando anche sulle
acque... Però ho risposto loro un semplice "Sì,
andiamo."
Torniamo indietro, con la scena comica dei fotografi
che, scesi dal camper, ci inseguivano con telecamera e
macchine fotografiche a tracolla per immortalare lo
scambio, dato che il camper non poteva fare marcia
indietro. Arriviamo così alla curva di Corso Roma,
dove (sottolineo ed evidenzio) DIETRO ALLA MURAGLIA
UMANA posta sul lato esterno della curva ci aspettava
il tedoforo n.32 con al fianco il sindaco di Sanremo.
Capite? Il sindaco ha preso di peso il tedoforo senza
farlo sapere all'organizzazione e l'ha portato fin dal
banchetto per fare le foto con la coppa donata a
Dorando Pietri e la Fiaccola! E nessuno di noi
(ripeto: 4 moto della polizia, un camper, tre angeli
custodi e Tedoforo) è stato informato di nulla! E poi
hanno detto che il Tedoforo ha dimenticato di passare
la Fiamma al tedoforo successivo... (n.d.r. a tal
riguardo abbiamo scovato un articolo su
www.sanremonews.it
ed è visibile
cliccando qui)
Intanto a guadagnarci sono stato io che l'ho tenuta in
mano più a lungo di tutti :-)
Ma la cosa bella è anche un'altra. Non appena mi
spengono la Fiaccola, e mentre sto facendo la foto con
bambini e ragazzine come se fossi una rock star, mi si
avvicina nientepopodimenoche: Ivano Barbolini (proprio
l'Organizzatore della Maratona di Carpi), chiedendomi
se avessi avuto intenzione di comprare la Fiaccola.
Alla mia risposta negativa mi pregava a tutti i costi
di comprare la Fiaccola con i suoi soldi e
donargliela. Sapete perché? La Fiaccola che ho portato
io in mano nel mio tratto sanremese (proprio la
Fiaccola n.31) ora farà la sua bella e porca figura
nel Museo della Maratona Dorando Pietri di Sanremo,
con una targhetta con su scritto "GRAZIE AL TEDOFORO
PAOLO PAGLIOTTO".
Sarà, ma intanto io rido ancora ora per la figura
fatta dal sindaco ieri...
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