Cronache


 

 

La Fiamma Olimpica by Pagliotz
04/02/2006

Come promesso il nostro atleta "bipartisan" ci ha inviato alcune righe relative alla gratificante esperienza. Inoltre porta alla luce il curioso contrattempo capitatogli  mentre, fiaccola in mano, correva per il centro di Sanremo (n.d.r. capitano tutte a lui... pare un magnete nel calamitare su di sé le situazioni più assurde).

Ma lasciamo che sia il Pagliotz stesso a raccontare il suo giorno di gloria!

 

Doveva essere una cosa seria...

 

...ma non riesco ancora a smettere di ridere per quello che è successo ieri :-)))))))))))

Avevo in mente tanti bei pensieri & parole (come in un poema di Battisti e Mogol), l'unione e la pace dei popoli, la fratellanza, e tutto quello che la Fiamma Olimpica voleva dire. Quel volontario olimpico di Torino ci aveva "caricato" di tutto punto per farci capire (come se ce ne fosse stato bisogno) quello che stavamo per fare, quando all'improvviso...
Insomma, per farla breve (?), il mercoledì pomeriggio mi chiamano a casa per informarmi di un posto libero nella staffetta dell'indomani mattina, segno che la bambolina voodoo che infilzavo ogni sera con uno spillone e che tenevo sotto il letto aveva adempiuto allo scopo.
Mi presento all'appuntamento con 45' di anticipo (ero partito abbastanza presto per premunirmi contro incidenti, nebbia, forature, sciopero personale di terra Alitalia, invasione aliena e Gregorio Paolini), e dopo la consegna delle tute mi comunicano che avrei fatto il pezzo che partiva da davanti il Teatro Ariston. "Almeno ci sarà qualcuno a vedermi", penso stupidamente io. Il primo tedoforo del mio gruppo è una ragazza, che partiva da un supermercato appena prima di Sanremo. "Ma siamo fuorissimo, quando ci arriviamo all'Ariston?", penso sempre stupidamente io. Poi il bus con gli altri tedofori lascia piano piano gli altri lungo il percorso, anticipando la Fiamma. Fattostà che, durante l'avvicinamento al centro, sempre più gente è affollata ai lati della strada. Scuole, operai, cantonieri, massaie, pensionati, tutti lì per vedere lo spettacolo. Mai vista tanta gente tutta insieme a Sanremo, quasi come per i cantanti che camminano sulla passerella del Festival! La piazza prima di Via Matteotti (dove c'è il Teatro) è gremitissima di folla che faceva un casino d'inferno, pompata a dovere dagli addetti della Coca-Cola e della Samsung. Scendo io davanti all'Ariston e la gente (la gente comune, intendo!) iniziava a fotografarmi come se fossi uno importante ("Miii, ma aspettate almeno che mi accendano la fiaccola, no?).
Dal fondo della piazza arrivano le moto della polizia che anticipano il caravan con i fotografi, poi arriva lei, la FIACCOLA! Improvvisamente, all'atto dell'accensione, sembra che diventi addirittura più pesante dei suoi 1,850kg.

Inizio a correre. Tutti applaudono, salutano, fanno foto a Lei che brilla nella mia mano, ed improvvisamente mi sento vicinissimo a tutti gli altri che hanno contribuito a portarla fino a lì e che ancora dovano portarla (piemontesi e Valdostani), ma anche col cuore penso a tutti quelli che speravano di farlo e che l'hanno solo vista passare. Diciamo che nel frattempo due lacrimucce mi scappavano, ma sono riuscito a trattenerle.

Poi, che vi devo dire? Io continuavo a correre ed a salutare gente, fregandomene altamente di chi doveva raccogliere il mio fuoco. Giro prima a sinistra in una piazza enorme (e sempre gremitissima), poi a destra in Corso Roma, e correvo, correvo, correvo, contornato dai miei tre angeli custodi ed anticipati sempre da 4 moto della polizia e dal camper dei fotografi/organizzazione. Ad un certo punto il camper si ferma in mezzo alla strada. Gli angeli custodi parlano tra di loro, ma non li cago più di tanto, guardo solo la mia bella fiamma che brilla. Ma poi mi dicono concitati "Abbiamo saltato il numero 32 (io ero il n.31), dobbiamo tornare indietro a cercarlo!! Ce la fai ancora?". Cazzo, mi hanno chiesto se ce la facevo ancora. A me.  Ma io per loro l'avrei portata fino a Torino passando da Atene, Sidney, Atlanta e Barcellona  Pozzo di Gotto, camminando anche sulle acque... Però ho risposto loro un semplice "Sì, andiamo."

Torniamo indietro, con la scena comica dei fotografi che, scesi dal camper, ci inseguivano con telecamera e macchine fotografiche a tracolla per immortalare lo scambio, dato che il camper non poteva fare marcia indietro. Arriviamo così alla curva di Corso Roma, dove (sottolineo ed evidenzio) DIETRO ALLA MURAGLIA UMANA posta sul lato esterno della curva ci aspettava il tedoforo n.32 con al fianco il sindaco di Sanremo. Capite? Il sindaco ha preso di peso il tedoforo senza farlo sapere all'organizzazione e l'ha portato fin dal banchetto per fare le foto con la coppa donata a Dorando Pietri e la Fiaccola! E nessuno di noi (ripeto: 4 moto della polizia, un camper, tre angeli custodi e Tedoforo) è stato informato di nulla! E poi hanno detto che il Tedoforo ha dimenticato di passare la Fiamma al tedoforo successivo... (n.d.r. a tal riguardo abbiamo scovato un articolo su www.sanremonews.it ed è visibile cliccando qui)
Intanto a guadagnarci sono stato io che l'ho tenuta in mano più a lungo di tutti :-)

Ma la cosa bella è anche un'altra. Non appena mi spengono la Fiaccola, e mentre sto facendo la foto con bambini e ragazzine come se fossi una rock star, mi si avvicina nientepopodimenoche: Ivano Barbolini (proprio l'Organizzatore della Maratona di Carpi), chiedendomi se avessi avuto intenzione di comprare la Fiaccola. Alla mia risposta negativa mi pregava a tutti i costi di comprare la Fiaccola con i suoi soldi e donargliela. Sapete perché? La Fiaccola che ho portato io in mano nel mio tratto sanremese (proprio la Fiaccola n.31) ora farà la sua bella e porca figura nel Museo della Maratona Dorando Pietri di Sanremo, con una targhetta con su scritto "GRAZIE AL TEDOFORO PAOLO PAGLIOTTO".

Sarà, ma intanto io rido ancora ora per la figura fatta dal sindaco ieri...


Pagliotz

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